Siamo tutti spiati? Dopo il datagate, gli intellettuali si mobilitano

datagate appelloSul web e via telefono, via mail, siamo tutti spiati: ormai c’è poco da fare, dopo lo scandalo del Datagate americano è venuto fuori che gli Stati Uniti d’America spiano mezzo mondo, politici di professione e semplici cittadini. Molti sono preoccupati da questa ‘sorveglianza di massa’, altri invece non se ne curano dicendo che non hanno nulla da nascondere. Ma davvero ci va bene essere spiati in tutto quello che facciamo sul web? In ogni ricerca, in ogni pagina web, in ogni email inviata?

Di sicuro non ci stanno 500 tra gli intellettuali e gli autori più importanti del mondo, tra cui anche alcuni italiani, che hanno oggi firmato un appello contro questa sorveglianza smodata. Fra i firmatari, segnaliamo giusto i nomi più noti: Don DeLillo, Björk, Arundhati Roy, Dave Eggers, Günter Grass, David Grossman, Amos Oz, Orhan Pamuk, Irvine Welsh, Margaret Atwood, nonché gli italiani Massimo Carlotto, Umberto Eco, Paolo Giordano, Erri De Luca, Andrea de Carlo.

L’appello, inviato alle Nazioni Unite, chiede la creazione di una Carta internazionaEdward Snowdenle dei diritti digitali, perché “con pochi clic del mouse i governi possono accedere al vostro cellulare, al vostro indirizzo email, ai vostri social networking e alle ricerche che fate su Internet”, e dato che “il pilastro fondamentale della democrazia è l’integrità inviolabile dell’individuo”, si chiede a tutti gli Stati del mondo di rispettare questi diritti, dato che la sorveglianza è un furto.

Per ora ancora nessuno Stato ha risposto a questo appello accorato, che considera una violazione e una violenza ogni tipo di controllo sui cittadini. Si legge nel testo dell’appello che “la sorveglianza di massa tratta ogni cittadino alla stregua di un potenziale sospetto. Sovverte una delle nostre conquiste storiche, la presunzione di innocenza”. Tra l’altro questa petizione è lanciata in occasione della Giornata Mondiale per i Diritti Umani, e il diritto alla privacy e alla sicurezza dei propri dati è certamente un punto molto importante al giorno d’oggi. Con il tempo diritti e doveri si evolvono, e anche il web e la regolazione di esso devono seguire la stessa evoluzione.

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