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Eric Schmidt di Google dichiara: “Internet e cellulari sono strumenti di democrazia”

Nel corso dell’ormai passato Mobile World Congress, una figura chiave di Google, Eric Schmidt, ovvero il presidente della stessa azienda Google, ha speso bellissime parole per la tecnologia, Internet e gli smartphone in primis (questi ultimi hanno il merito di attuare una evoluzione culturale tutt’ora in corso, ndr.).

La tecnologia cambierà la realtà socio-economica mondiale, ma non subito. Fra dodici anni i telefoni che oggi costano 400 euro ne costeranno appena 20 e se Google lavora bene, avremo un dispositivo Android in ogni tasca. Connettere le persone all’informazione può cambiare il mondo: immaginate un telefono che abbia informazioni diagnostiche precaricate con cui basta scattare una foto per sapere dove sia disponibile il trattamento medico adeguato o essere indirizzati perfino a uno specialista.”

“In dieci anni i Paesi che filtrano l’accesso alla Rete sono saliti da 4 a 40, in 25 dei quali – su 125 – i servizi Google sono bloccati. I dittatori avranno meno possibilità di nascondersi e sarà più semplice per la gente mobilitarsi. Questo è il significato della primavera araba.”

E voi siete d’accordo con quanto sottolineato da Eric Schmidt?

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